Aleksander Topolski – Without Vodka

Aleksander Topolski
Without Vodka
circa 970.000 battute

L’oggi settantaseienne Topolski vuole che la storia dei propri anni di guerra, prima soldatino polacco, poi prigioniero dei russi, poi soldato di liberazione, non vada perduta con la sua morte. Pensa in particolare ai propri figli, che della sua vita hanno solo notizie sparse.
Per essere uno scrittore dilettante, l’autore è proprio bravo, il racconto scorre e nonostante la (consueta) atrocità di vicende come la sua, aleggia sempre un certo ottimismo, un certo profondo senso dell’umorismo che probabilmente molto ha fatto per salvarlo.
Il libro è pieno zeppo di persone, ufficiali, soldati, compagni di prigionia, una folla di persone ciascuna ben disegnata, ogni atmosfera viene trasmessa con precisione.
Ma forse proprio per questa precisione, il racconto di Topolsky non riesce a diventare un libro. Molto è prevedibile, si leggono volentieri pagine su pagine intuendo però vagamente che cosa verrà dopo. Mancano dei punti forti, narrativamente parlando Ciò non toglie valore al racconto, ma lo rende poco vendibile.

 

Andrea Antonini
(7 settembre 2000)
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