Allen Wheelis – The Listener. A Psychoanalyst Examines His Life

Allen Wheelis
The Listener. A Psychoanalyst Examines His Life
circa 530.000 battute

Uno psicoanalista presenta qui la propria vita. Ma non abbiamo una autobiografia, e neppure una indagine introspettiva, come il sottotitolo potrebbe far pensare. Allen Wheelis semplicemente passa in rassegna quei fatti, soggettivamente e/o oggettivamente terribili, che hanno segnato la propria vita, le violenze subite, le proprie reazioni e difese, e identificazioni e proiezioni.

Questa è la biografia dei traumi che credo chiunque affronti un’analisi stilizza nella propria mente, con dolori prioritari, altri meno, conclusioni circa i propri comportamenti eccetera.

Un padre che obbliga il figlio a tagliare l’erba del prato con un rasoio, lavoro di tre mesi dopo il quale potrà finalmente andare a giocare a pallone; una madre in mano a medici cretini che l’obbligano a farsi togliere tutti i denti, magari così passa una brutta infezione; una serie di fatti brutti che però non comunicano niente al lettore, al più lo portano a riflettere sui propri, di dolori.

Questo libro è piuttosto brutto, pesante, forse persino fastidioso: l’autore passa al lettore le proprie oscurità come se quest’ultimo fosse uno psicoanalista. Per paradosso è forse questo l’unico pregio del testo: porre il lettore, che per fatti puramente statistici può essere identificato con il paziente, dall’altra parte, quella dell’analista. Può dare il senso di quanto dolore investa il terapeuta, di quale forza (e tecnica) sia necessaria per non venire travolti.

Ma il lettore non ha l’obbligo di sopportare tutto ciò. I dolori degli altri non sono granché interessanti, almeno sino a quando non vengono trasformati da una autentica capacità di scrittura o comunque di raffigurazione. Qui questa ‘conversione’ manca e il tutto si riduce a una penosa cartella clinica. E non possiamo neppure mandare al paziente la parcella.

 

Andrea Antonini
(11 gennaio 2000)
copyright © Andrea Antonini