Amir D. Aczel – Probability 1. Why There Must Be Intelligent Life in the Universe

Amir D. Aczel
Probability 1. Why There Must Be Intelligent Life in the Universe
circa 400.000 battute

«Probability 1», ovvero il 100 per cento di probabilità che da qualche parte nell’universo esista la vita.
In un´intervista a un astronomo arriva sempre il momento in cui il giornalista chiede: ma gli extraterrestri esistono? (Margherita Hack ha una pazienza da santa). La risposta è sempre: be’, con tutte le stelle che ci sono è molto probabile – finita lì.
Questo libro di Aczel espone sistematicamente il problema. Dal prendere atto della curiosa necessità dell’uomo di sapere che esiste qualcun altro nell’universo alle posizioni storiche – Aristotele … Bruno … Whewell, autore nel 1853 del saggio Of the Plurality of Worlds. An Essay, ecc. – alle nostre possibilità di contattare o essere contattati da altre civiltà e con quali strumenti. Al problema di che cosa si intenda per vita, passando quindi attraverso l’acqua, il DNA, l’intelligenza. E infine alla questione statistica, a quante probabilità, appunto, ci sono che esista vita altrove – considerando teorie come la panspermia o la teoria del caos, e al problema del determinismo o della casualità dell’universo, anche tenendo conto della meccanica quantistica (esposta brevemente ottimamente; l’autore spiega poi quali siano gli strumenti per stabilire il confine tra puro determinismo e pura casualità).
Aczel è molto acuto, non divaga mai ed espone in maniera diretta e chiara (come campioni si vedano ad esempio le pp. 57 ss., 75 ss., 88 ss., 146 ss.).
Nonostante tutte queste qualità, non posso caldeggiare la pubblicazione di questo libro.
A parte il titolo non offre appigli per così dire pubblicitari. Si tratta di una raccolta di informazioni tratte da varie discipline e qui ben disposte. Potrebbe forse vendere sul lungo periodo, potrebbe addirittura diventare un piccolo ‘classico’, ma non saprei su cosa puntare per spacciarlo come ‘novità’.E poi non ho mai visto nessuno, giornalista o scolaresca al planetario, approfondire quella famosa domanda sugli extraterrestri. X-Files, Star Trek, Misteri…, c’è evidentemente necessità di alieni, di altre dimensioni – ma non sembra esserci altrettanta necessità di capire, di ragionare. Certo, il DNA o la chimica del carbonio non sono accattivanti quanto l’agente Dana Scully.

Andrea Antonini
(14 maggio 1998)
copyright © Andrea Antonini