Anouchka Grose Forrester – Ringing for you

Anouchka Grose Forrester
Ringing for you
circa 385.000 battute

Il diario di una centralinista provvisoria (una ‘volante’) a Londra, il suo lavoro, i suoi colleghi, il fidanzato ufficiale e il tipo con cui va a letto, i genitori. Il lavoro è un ripiego, lei è laureata, è una scrittrice – di questo libro.
Libro che è un monologo minuziosamente descrittivo dell’ufficio e della vita quotidiana, un testo incredibile per il suo assoluto nulla, di una monotonia talmente insopportabile da risultare affascinante.* La Forrester è precisina, il suo personaggio (cioè lei stessa, giura) scrive durante le ore di lavoro e segnala le pause di scrittura, per rispondere al telefono o firmare una ricevuta, con appositi disegnini. Unica divagazione un capitolo dedicato a Bell e Meucci – divagazione salutare ma che tutto sommato incrina il rigore folle dell’opera.

Dice l’autrice: «I never feel like I’ve started a book until I’ve read at least twenty pages». Fino all’ultima pagina ho sperato inutilmente che il libro incominciasse.

Sono in dubbio se considerare questo libro quello che appare – il goffo tentativo di una scrittrice senza idee** – o riconoscergli un tentativo stilistico – anche se ormai datato. Comunque non ci siamo.

*… lei vorrebbe stare con quello che le piace, ma convive da tempo col fidanzato, e come fa a mandarlo via, ma d’altra parte come può dormire ancora con uno che non ama, però gli vuol bene, e tutto sommato fa con lui una vita tranquilla, mentre l’altro è squattrinato, però le piace, e andarsene lei dalla sua bella casa le ruga, perché l’altro vive in un posto così così ecc. (alla fine li sfrattano e il problema si risolve da sé). Questo libro sembra una raccolta di lettere di una ragazzina all’amica del cuore.
** Credo che sia proprio così, si veda il capitolo XVI, a p. 126, o il titolo del capitolo XXIII: «Master / Slave Dialectics». Qualche battutina è riuscita, a volte si sorride pensando a conoscenti che assomigliano a questi personaggi, ma nulla di più. Una logorrea non antipatica ma che si lascia lì scuotendo la testa.

 

Andrea Antonini
(20 luglio 1998)
copyright © Andrea Antonini