Benjamin Anastas – An Underachiever’s Diary

Benjamin Anastas
An Underachiever’s Diary
circa 218.000 battute

È l’autobiografia di un underachiever, dal momento della nascita a oggi. È la storia di uno sfigato di successo, di un perdente tutto sommato contento cresciuto con un fratello gemello perfetto e genitori progressisti, e con un cane di nome Castro (poi rimpiazzato da Mitterrand).
Il protagonista è sempre malato, ne ha sempre una, ma le persone che lo circondano non gli sono ostili, né mostrano rassegnazione. Lui è semplicemente così.
Il clima è fuori del comune. I genitori e il fratello praticano il nudismo, causa di tragici traumi (p. 40). Prima dei dodici anni i gemelli vengono mandati dallo psicoanalista, che è poco contento delle risposte sciape di William. Procedendo l’adolescenza i problemi sessuali sono sempre più pressanti: «My mother leand in my direction: “I hope you know that masturbation isn’t dirty, or wrong, or unnatural. It’s good, William. […]”. My father adds[:] From what I understand, Clive is a regular masturbator, and I’m sure he could give you some tips”».
William ama donne che non ci stanno, o è corteggiato da donne poco interessanti («Alma Mueller, who wore cutoff jeans so tight around her cellulitic rump that she would be hospitalized, later that year, for a blood clot […] Missy Aronson, a submissive girl with shingles [chronic pain informed the corners of her smile]. She hated me quietly, and refused my offer to walk her home»).
Ala fine i genitori si rendono conto che le cose non vanno molto bene: «“If he has a mood disorder,” my mother suggested, “it’s highly treatable.” – Could it be the power lines? my father asked. “ He did spend a lot of time sitting by the window.” – Maybe he’s withdrawing from substance abuse?” – “Have we checked the house for Radon?” – “I can hear you,” I told them. – Silence – “Sorry,” they said in unison».

Lo stile è un po’ geometrico, la struttura è quella dei telefilm americani, con una vicenda morbida intervallata da battute e risate registrate. L’umorismo non è eccezionale, però il clima che si crea da subito lo rende apprezzabile. L’autore ha costruito un testo che non presenta spigoli, momenti di fatica o di ostilità. Questa figura di perdente attira simpatia.
In assoluto forse non lo promuoverei. Vedendo però la comicità di gran fatturato che circola nelle librerie, di qualità certo inferiore rispetto all’Underachiever, credo che questo libro potrebbe vendere bene. La figura del ‘perdente di successo’ è tipica della sottocultura americana, si vedano i numerosi telefilm sul tema (Dream On, Il principe di Bel-Air, Sanford & Son, I Simpsons ecc.), che oibò, hanno fortuna anche in Italia.

 

Andrea Antonini
(senza data)
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