Bernard Sève – L’altération musicale. Ou ce que la musique apprend au philosophe

Bernard Sève
L’altération musicale. Ou ce que la musique apprend au philosophe

L’esperienza, la descrizione, l’ascolto della musica, il pensarla, ecc. – tanti bei concettoni per un libro che non dice quasi niente.

L’autore prende una serie di fatti risaputi, a volte ovvi, e assembla un libro noiosissimo il cui fine mi sfugge. Con un miscuglio di teoria musicale, di storia e tecnica musicali, di considera­zioni raccattate qui e là – Proust, sant’Agostino, Sartre -, Bernard Sève spara fuori una lunga riflessione su musica, suono, società, tecnica, genere umano, cosmo.

“L’interprétation est création” – “improvisation ne veut pas dire abandon à l’inspiration du moment”, e via così. Libri del genere ce ne sono e soprattutto ce ne sono stati parecchi in giro, tra cui quelli mefitici di un probabile padre spirituale di Sève, Romain Rolland: libri perlopiù francesi che invariabilmente accendono rancori insanabili nei confronti dei rispettivi autori.

Trombone moderno, Sève aggiunge elementi tratti dalle conoscenze di psicologia della musica, ma su quei pochi richiami costruisce sistemi di pensiero (suo) che rendono insoppor­tabili anche quelle poche interessanti nozioni.

Libro orribile.


Andrea Antonini

(24 luglio 2002)
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