Betty Alexandra Toole, Ed.D – Ada. The Enchantress of Numbers. Prophet of the Computer Age

Betty Alexandra Toole, Ed.D
Ada. The Enchantress of Numbers. Prophet of the Computer Age
circa 735.000 battute

Un saggio su Ada, figlia di Lord Byron, esperta matematica creatrice di ‘programmi’ per una delle prime macchine calcolatrici, l’Analytical Engine di Charles Babbage. Dopo un albero genealogico, un elenco dei principali ‘personaggi’ e luoghi (pp. XIV-XV) e una generale cronologia, l’autrice presenta Ada e la struttura del proprio libro: una biografia nutrita o alternata da numerose lettere della stessa Ada. Le aspirazioni della Toole vanno però oltre: «[Questo libro] is a pathway to the 21st century, for it is part biography, part letters, and in many ways is similar to finding informations on the Internet and receiving email» (p. 1).

Non si capisce perché alternare biografia a lettere – una prassi comunissima – dovrebbe richiamare internet, ma l’idea piace molto alla mente ristretta della Toole: «The format of this book is a perfect fit for the era of Internet communication. […] This format of part biography and part original sources, the email of the nineteenth century […]» eccetera. I tentativi di proporre analogie inesistenti si susseguono in tutto il libro, nella forma «… ciò che oggi chiameremmo…» o con affermazioni del tipo «[…] Frankenstein, now considered the first story about artificial intelligence […]» – chissà da chi.

In ogni caso il libro è molto noioso, La Toole è una scrittrice mediocre e la noia abbonda nelle sue pagine. In parte la causa è la stessa Ada, che ha «evoked three biographies and inspired characterizations in plays, novel, and a virtual reality movie», ma la cui biografia ricondotta alla realtà non è poi così gustosa.

Meglio poi ignorare il sedicente «leitmotif of this book[:] the struggle between poetry and science – what Ada termed “Poetical Science”». Le notizie concrete sull’Analytical Engine e altri fatti di sicuro interesse sono poche e annacquate.

Concludono questo pasticcio alcune irritanti Questions for the Reader.


Andrea Antonini

(14 giugno 1999)