Brian J. Ford – Sensitive Souls. Senses and Communication in Plants, Animals and Microbes

Brian J. Ford
Sensitive Souls. Senses and Communication in Plants, Animals and Microbes
circa 645.000 battute

«On this book we will encounter a wonderful world of intelligent animals and clever plants. We are going on a journey of exploration of the wealth of senses and feelings in all forms of life. It is often said that we humans are the only species with emotions, the only ones who think. I wish to persuade you of a fascinating alternative view» (p. xi).
Ford passa in rassegna piante e animali da un punto di vista biologico e genetico, ma non è chiaro il suo obiettivo, o quanto meno sembra che al massimo sia di far notare che gli esseri viventi non sono sassi, ma che – appunto – vivono.
Sensitive Souls è più che altro un manualetto di scienze naturali, condotto sulla falsariga della ricostituzione (o la costituzione) di un nuovo rispetto per gli altri abitanti del pianeta; ma il livello è piuttosto basso, come basso è probabilmente il livello dei lettori di Ford, che forse apprezzeranno frasi come «The death of Linda McCartney in 1998 was celebrated as a symbol of a life devoted to animal issues; she was proclaimed as the animals’ princess in parallel with Diana Spencer, who had been hailed as the ‘people’s princess’» (p. 2).
Non che non risultino utili a un neofita le solite discussioni su nature/nurture o i parametri classici per distinguere l’uomo dagli animali o gli accenni alle scimmie di Jane Goodall, ma ciò che qui manca, viste le parole introduttive dell’autore, è un passaggio dal piano biologico a un risultato per così dire filosofico, essendo allo stato attuale la speculazione forse ancora l’unico piano su cui si possa discutere dello status della vita animale.
«Do animals feel pain?» si chiede l’autore a pagina 80. E chi lo sa, leggendo le sue parole. Certo, come peraltro ammesso, il dolore non è argomento da poco, ma dovrebbe essere compito di un buon divulgatore riuscire a mettere insieme qualcosa di succoso in poche pagine.
Insomma, un libro che onesto nel titolo – «Sense and Communication in Plants…» – si perde poi in ambizioni che l’autore non ha la possibilità di concretizzare – ce n’è di strada dalle sensazioni alle emozioni. Alcune annotazioni, poi, fanno rimpiangere la laconicità di un Piero Angela.*

* «At a meeting on animals I once had a comment from an eminent scientist in the audience which showed how often people forget the strength of the relationship between animals and pet-lovers. ‘There is one easy test of how we feel about animals,’ he announced. ‘Imagine you drive round a corner at night in a narrow lane, and have to choose between hitting a person or an animal blocking the way. That’s when you realise where your priorities lie’. I tried this question in a rural pub that evening. A third of the locals weren’t immediately sure which they would choose. Two or three said they would prefer to know the identity of the two potential targets, and one insisted that humans were always worse than animals, for humans committed acts of which animals were innocent» (p. 300).

 

Andrea Antonini
(21 febbraio 2000)
copyright © Andrea Antonini