Bryan Bunch – The Kingdom of Infinite Number. A Field Guide

Bryan Bunch
The Kingdom of Infinite Number. A Field Guide
circa 750.000 battute

Bryan Bunch presenta un libro piuttosto originale, basato sull’idea che i numeri hanno una loro personalità – i numeri in sé: l’1, il 7, il 10, il 65… – e che possono essere presi in considerazione come uno scienziato naturalista osserva gli animali nel loro habitat.*
Bunch dà per scontato il nostro rapporto con i numeri, non si addentra più di tanto sulla vecchia questione di filosofia matematica – se la matematica sia naturale o un’invenzione umana: «We are born with a concept of number. Many number ideas, and often even the formal number classifications, are present in the human mind, but not, apparently, where they can easily be called forth. […] One main purpose of this field guide is to list the properties that make a given number unique and that are essential in mental computation. […] Studies of infants and children, whose brains are not fully dev-eloped, and of people with damaged brains have revealed much about the way that we process numbers. Perhaps the most surprising discovery is that humans (and probably some other animals) are born with an innate number sense […]» (pp. 2, 3).
Il risultato è un libro sorprendente, in cui i numeri vengono presentati come voci d’enciclopedia, con la loro traduzione nelle varie lingue, la loro posizione nell’ordine ‘naturale’, le specie simili e le associa¬tions, ovvero i fatti storici, geometrici, religiosi cui i vari numeri si associano ‘spontaneamente’: l’1 con il Dio uno e trino, il 10 con i comandamenti; ma il 20 con il decadimento della radioattività, il 23 con i ventitré problemi matematici irrisolti presentati da David Hilbert nel 1900, il 65 con l’età in cui si va in pensione ecc. Ci sono poi le Common Seen Species – numeri negativi, frazioni, numeri primi, la base naturale dei logaritmi (2,718281828459045…), ecc.
Non è questo un libro da leggersi dall’inizio alla fine, ma piuttosto va visto come un dizionario dei film, da piluccare secondo la vena del momento.
Bunch ha avuto una buona intuizione; alcuni numeri sono interessanti, altri un po’ sciapi, altri ancora lasciano insoddisfatto il lettore. Le associations potrebbero essere migliori, volendo ci sono ‘cose numeriche’ ben più caratteristiche e intriganti di quelle citate. Nel complesso, comunque, abbiamo qui un libro così così, piacevole da leggiucchiare, forse alla fin fine un po’ kitsch, che poteva venir fatto molto meglio. Come dire: bravo, bel tentativo.

* «The intent of this field guide is to aid the reader in identifying numbers in their native habitats. […] the experienced numberwatcher learns to find the hidden secrets of numbers, to classify a number instantly, and to use number relationships to enhance the enjoyment of mathematics as well as to solve problems. […] People simply fail to notice the numbers that flit though the forest of problems that daily surrounds us» (p. 1).

Andrea Antonini
(21 febbraio 2000)
copyright © Andrea Antonini