Carl Zimmer – At the Water’s Edge. The Macroevolution of Life

Carl Zimmer
At the Water’s Edge. The Macroevolution of Life
circa 780.000 battute

La macroevoluzione, ovvero «evolution acting on a large scale to build new kinds of bodies for new ways of life» (p. 13), è qui trattata in modo esauriente; il libro diligentemente inizia con Richard Owen e via via ci spiega quel che ha scoperto la scienza.

Zimmer sa senz’altro il fatto suo, però non sa scrivere. È noioso. Tutto è spiegato con monotonia, i tentativi di catturare l’attenzione del lettore sono goffi. In sei righe l’autore riesce a mettere anche sette punti fermi, frasettine che finiscono subito. Non c’è eleganza o almeno respiro. I temi trattati certo sono del massimo interesse ed è solo per questo che si procede nella lettura. Il capitolo «Walking to Swimming» (l’ottavo, da p. 261) discute un argomento notevole, ma dopo tre pagine si è già un po’ affaticati – come, ho letto e ho letto e sono ancora qui? A pagina 317 inizia l’esposizione del quoziente di encefalizzazione: è molto interessante, ma quanti avranno voglia di andare avanti dopo l’interminabile biografia di Hans Thewissen (da p. 272)?
Il libro è troppo lungo per sopportare la mancanza di tensione stilistica.

Forse un traduttore bravo e fantasioso potrebbe rendere il testo più dinamico, tuttavia credo sia meglio rinunciare a un’edizione italiana (di 600 pagine).


Andrea Antonini