Carl Zimmer – Parasite Rex. Inside the Bizarre World of Nature’s Most Dangerous Creatures

Carl Zimmer
Parasite Rex. Inside the Bizarre World of Nature’s Most Dangerous Creatures
circa 680.000 battute

Una presentazione dei parassiti, esseri viventi sfuggenti, difficili se non impossibili da combatte­re, un mistero per gli scienziati che solo di recente hanno volto loro l’attenzione – o quanto meno un’attenzione utile: «The book in your hand is about this new study of life. Parasites have been neglected for decades, but recently they’ve caught the attention of many scientists. It has taken a long time for scientists to appreciate the sophisticated adaptations parasites have made to their inner world, because it is so hard to get a glimpse of it. Parasites can castrate their hosts and then take over their minds. An inch-long fluke can fool our complex immune system into thinking it is as harmless as our own blood. […] Only now are scientists thinking seriously about how parasites may be as important to ecosystems as lions and leopards. And only now are they realizing that parasites have been a dominant force, perhaps the dominant force, in the evolution of life. Or perhaps I should say in the minority of life that is not parasitic. […]» (pp. xxi-xxii).

Noti sin dall’antichità e lungo l’intera storia degli ultimi millenni, solo alla metà dell’Ottocento i parassiti hanno cominciato a godere di un’attenzione scientifica che andasse oltre i precetti biblici e le consuete credenze – prima fra tutte la teoria dell’autogenerazione. Com’era possibi­le che vermi non ingeriti potessero svilupparsi nell’intestino delle persone? E d’altra parte come si accordava l’autogenerazione con la creazione biblica? Ci volle un medico di stomaco forte per capire come funzionavano le cose: quel medico si rivolse ai condannati a morte, cui offrì pranzi succulenti contenenti però microscopici parassiti, che – dopo l’esecuzione – si rivelarono all’autopsia essere divenuti vermi intestinali.

L’autore non presenta una moltitudine di argomenti, solo quelli significativi, sottolineando i punti forti della questione: l’estrema complessità evolutiva dei parassiti; la difficoltà se non l’impossibilità di eliminarli – non esistono vaccini né, sembra, potrebbero esistere: «The problem is thath eukaryote parasites are complex, evasive creatures. They go through different stages within thei rhost, one stage looking nothing like the next» (p. 208); il loro conseguente impatto sugli uomini – miliardi di morti per malaria, per esempio; via via fino al ruolo che i parassiti hanno (o potrebbero avere avuto) nello stesso percorso evolutivo: «Parasites have probably been driving the evolution of their hosts since the dawn of life itself» (p. 159) – sino a spiegare la stessa esistenza delle differenze di sesso. E naturalmente ci descrive la vita dei parassiti, le loro tecniche di sopravvivenza, la loro conformazione, la loro vita e «società».

È questo un libro originale, che si legge d’un fiato. Introduce a un mondo cui di solito non si fa granché attenzione – responsabile ogni anno della morte di milioni di persone e di malattie come la talassemia e la toxoplasmosi. Certo, in Occidente il problema è meno sentito, grazie all’igiene, ma in Africa, per esempio nel Sudan meridionale che apre il libro – il racconto di un dodicenne tra vita e morte, curato con prodotti a base d’arsenico – e in Asia i parassiti sembrerebbero essere il problema sanitario principale – altro che AIDS.

Come ogni saggio può essere difficilmente vendibile, ma l’originalità dell’argomento, unita a una scrittura seria, elegante e chiarissima, può porlo al centro dell’attenzione se non generare un nuovo punto di vista sui problemi del terzo mondo.
È possibile che i parassiti non vengano granché citati dai mezzi di comunicazione per via dell’insuccesso nel combatterli «As bacteria and viruses occupied the center of medicine, parasites (in other words, everything else) were spun out to the perifery» (p. 13); «The inside of a body is a tough place to survive. […] Parasites live in a different habitat altogether, one for which they are precisely adapted in ways that scientists only barely understand. […] Parasi­tes live invisibly, and parasitologists usually can see what they’re doing only by kiling their hosts and dissecting them» (p. 24). È probabile che medicina ufficiale e case farmaceutiche possano preferire di nascondere la loro impotenza.

Illustrazioni orribilmente belle.

Lo comprerei senz’altro.

 

Andrea Antonini
(11 dicembre 2000)
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