Chandler Burr – The Emperor of Scent. A Story of Obsession, Perfume, and The Last Mystery of the Senses

Chandler Burr
The Emperor of Scent. A Story of Obsession, Perfume, and The Last Mystery of the Senses

La vita e le scoperte di Luca Turin, un italofrancese interessato ai profumi (o meglio, all´olfatto in generale) che arriva a scoprire (si presume) il mistero dell´olfatto: come sia possibile che l´organi­smo umano sia in grado di rilevare e riconoscere odori che non ha mai sperimentato in precedenza nel corso dell´evoluzione. Per esempio, per quanto riguarda la digestione il corpo è in grado di riconosce­re le sostanze e di utilizzare gli enzimi appropriati, evolutisi in milioni di anni di evoluzione – le sostan­ze cui non corrisponda un appropriato enzima vengono rifiutate (per esempio i cani non possiedono quello raltivo al cioccolato); viceversa, il sistema immunitario rifiuta qualsiasi corpo estraneo sulla base della sua, appunto, estraneità a un elenco di elementi noti come innocui o utili.
Il fatto che il senso dell´olfatto sia in grado di riconoscere sostanze anche mai incontrate lungo l´intera evoluzione significa – è l´idea di Turin – che il meccanismo di riconoscimento si basa su qualità vibratorie (come la percezione dei suoni e della luce) e non sull´”incastonamento” di molecole nei rispettivi recettori.

Burr racconta di come Turin sia arrivato a intuire questa teoria e a dimostrarla, contro le resistenze di una quantità di biologi (tra cui quelli della rivista “Nature”) saldamente ancorati a teorie vecchie e date per scontate.

Per la sensibilità di Turin gli aromi, gli odori hanno qualità materiali perfettamente riconoscibili e descrivibili con sostantivi – senza l´utilizzo di alcun aggettivo. La sua carriera inizia con una guida ai profumi che attira immediatamente l´attenzione delle poche grandi aziende produttrici, che si avvalgo­no delle sue opinioni e della sua competenza. Ma Turin passa presto all´ambiente universitario, dove con il suo fare eclettico se non bizzarro (organizza conferenze nelle quali un oratore afferma che in Africa è assente l´AIDS – a quando conferenze sulla facoltà medianiche?, chiede un serio professore) si fa non pochi nemici – ma anche molti ammiratori.

Il libro è sia una biografia personale di Turin sia la sua biografia scientifica. È anche un bel libro sull´indu­stria dei profumi e soprattutto sul mistero dell´olfatto. L´intera faccenda è interessantissima, gli aneddoti mica male (anche se talvolta lasciano perplessi: non è mica Armani che fa i suoi profumi, spiega l´autore a p. 29). Ma Burr ha fatto un disastro con la sua prolissità: e Turin va a letto e pensa, mangiando un panino, che il giorno dopo dovrà telefonare a Tizio, e che poi dovrà parlare a Caio, ecc. Tutte le obiezioni negative dei consulenti di “Nature” vengono riportate parola per parola, con relative contro-obiezioni.
Burr è evidentemente entusiasta del soggetto, e ne ha buoni motivi. Ma scrive come se fosse innamo­rato di Turin, riferisce con orgoglio dettagli del tutto insignificanti, esaspera il lettore, che non perde la pazienza solo grazie all´obiettiva qualità di quanto raccontato.

Lascerei perdere. Andrebbe tradotto tagliando – anzi, più che tagliando, riscrivendo, riassumendo, reim­postando. Un lavoro eccessivo.


Andrea Antonini

(13 maggio 2002)