Copertina di Camilla Cederna, “Maria Callas”

callasresizedIl libriccino della Cederna sulla Callas, del 1968, è il libro perfetto su quella che io considero poco più di un fenomeno da baraccone: una raccolta dei migliori pettegolezzi e luoghi comuni, confezionati con scrittura sublime. Piacque a Montale che ne parlò benissimo sul “Corriere della sera”, e piacque molto anche a me. Piacque anche alla mia società di promozione, la Callas va sempre, mi disse la PDE da Bologna.
All´inizio avevo pensato a una copertina lapidaria: CALLAS al centro di una copertina altrimenti vuota, ma da Bologna risposero che non se ne parlava, ci voleva proprio una foto della “appena credibile stella” (Montale).
Feci qualche tentativo, ma alla fin fine la copertina assomigliava sempre alle decine di altre copertine sullo stesso argomento, e a me non andava giù.
Sulle cantanti, due sono i miei riferimenti, “Il teatro alla moda” di Benedetto Marcello, che le descrive per quello che sono, e una serie di vignette di Elzie Crisler Segar nelle quali Olivia – la fidanzata di Braccio di Ferro – si cimenta nel canto con passione, e sconcerto degli astanti.
Per mio divertimento feci una prova di copertina con Olivia cantante, e la mandai alla fotografa Giovanna Borgese, una dei duecento eredi dei diritti di Camilla Cederna, la quale mi rispose tranquilla che l´idea era perfetta. E così decisi di sfidare il prevedibile isterismo dei sedicenti esperti d´opera e piazzai Olivia in copertina. Per le scritte digitalizzai il lettering del fumetto originale degli anni Trenta, solo le lettere che mi servivano, e ne trassi un font.
Il libro andò bene. Ricevette recensioni di disprezzo da parte della categoria sopra citata e critiche molto positive, tra cui quella di Oreste Bossini su Radio Rai Tre, che gli dedicò mezz´ora di trasmissione.
Ma nessuna recensione, buona o cattiva, osò mai parlare della copertina.