David Blatner – The Flying Book

David Blatner
The Flying Book

«[…] the more you know about flying works, the more you can actually enjoy it. That’s where this book comes in» (p. 5). E in effetti Blatner soddisfa più o meno tutte le curiosità che un viaggiatore può avere sugli aerei: perché stanno in aria, che cosa succede nella cabina di pilotaggio, che cosa mangiano i piloti, che vita fanno gli assistenti di volo, perché i bagagli a volte vanno persi, come mai le compagnie offrono prezzi sempre più bassi, che cosa sono quei sinistri scricchiolii di quando in quando, da dove viene quella puzza di bruciato al decollo, quanta turbolenza è in grado di reggere un velivolo, che angolazione devono avere le finestre delle torri di controllo (esattamente 15 gradi), quanto sono potenti i freni di un Jumbo (quanto quelli di un milione di autoveicoli), perché i piloti non hanno mai la barba (sennò in caso d’emergenza la maschera d’ossigeno perderebbe), che cosa succede quando uno dei piloti va alla toilette (l’altro indossa la maschera d’ossigeno nel caso di un’improvvisa depressurizzazione), perché i portelloni non possono aprirsi durante il volo e finestrini non possono saltare via, chi produce e come viene trasportato il cibo servito a bordo, che cosa mangiano i piloti (cose diverse, per prevenire malanni da cibo avariato), come funzionano i water di un aereo (con un paio di curiosi aneddoti), che cos’è davvero un vuoto d’aria, che cosa succede se finisce la benzina (a volte succede, di solito si atterra lo stesso), che cos’è il muro del suono e perché costa così tanto superarlo, perché ogni tanto un aereo cade.
E così via, per un libro per nulla serioso, divertente, da leggersi in treno (in aereo, non saprei). Un manuale per adolescenti e adulti curiosi come adolescenti, per chi ogni tanto legge «Focus» e riviste simili.

Ma un libro che più istintivamente che per raziocinio non pubblicherei, o comunque che non vedo pubblicato da Garzanti. Non che «non sia degno», ma lo vedo poco centrato in termini di marketing garzantiano, più che un saggio è un manualetto. Ci fosse una collana per ragazzi, magari. Ma come non-fiction ne venderemmo pochissime copie. Non rischierei.


Andrea Antonini

(30 giugno 2003?)
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