Deborah J. Bennett – Randomness

Deborah J. Bennett
Randomness
circa 390.000 battute

La casualità, gli eventi casuali, il fato, la probabilità vengono qui presentati sia da un punto di vista matematico-statistico sia da un punto di vista storico e psicologico.
Viene esaminato il rapporto tra caso e magia o decisione divina – ad esempio l’affidare a un elemento casuale, a partire da ‘testa o croce’, una decisione importante. Si segue l’evoluzione storica del concetto di casualità, dall’antichità fino alla nascita del pensiero moderno, con Cardano, Galileo, Pascal, Fermat. Si esaminano semplici problemi (in un cassetto ci sono tre calzini, due blu e uno rosso, quante probabilità…) e si analizzano i motivi per cui un pensiero ingenuo spesso non riesce a valutare correttamente le percentuali di probabilità del verificarsi di un certo evento. Vengono citati momenti della storia della filosofia, come il vacillare del concetto di casualità nel momento in cui si è compreso che anche gli eventi ‘più casuali’ sono comunque ‘determinati’ – ma il libro non si avventura nella meccanica quantistica né affronta la teoria del caos eccetera[1].
Un bel capitolo è dedicato al problema della generazione di numeri casuali – fondamentale negli elaboratori elettronici –, e molto interessanti sono le descrizioni delle forme dei dadi nei secoli e del loro uso. Non manca ovviamente l’I Ching.
Insomma, una introduzione agile e facile, con una struttura discorsiva e non rigida. La parte storica è forse migliore di quella tecnica, che comunque stuzzica l’appetito e dovrebbe venir letta da quelli che ritenevano impossibili le recenti ripetute vincite al Totogoal.È un libriccino ben fatto, che non posso che segnalare, anche se ritengo verrebbe ignorato dal grande pubblico e sia d’altra parte troppo semplice per attirare lettori competenti.

[1] «This book will examine randomness and several other notions that were critical to the historical dev­elopment of probabilistic thinking – and that also play an important role in any individual’s understanding (or misunderstanding) of the laws of chance».


Andrea Antonini