Dietrich Schwanitz – Bildung. Alles, was man wissen muss

Dietrich Schwanitz
Bildung. Alles, was man wissen muss

Questo Bildung è proprio poca cosa: c’è la storia europea dal mito ai giorni nostri, la letteratura che conta, la storia delle arti, la filosofia, una inaspettata “Zur Geschichte der Geschlechterdebatte” (pp. 379 ss.), e una doverosa bibliografia – c’è più o meno tutto, ovvero non c’è niente.
Si prenda la storia della Germania nel Seicento, p. 127: guerra dei trent’anni, cattolici e protestanti, ovvero CDU e SPD, e finita lì; o Bach, “der Superstar der Barockmusik”, p. 315. O quasi qualsiasi altra cosa.
Davvero sono notizie utili a un individuo desideroso di riscattarsi da uno stato d’ignoranza? Davvero con questo libro si può efficacemente fronteggiare “den deprimierenden Zustand der deutschen Schulen”, come dichiarato all’inizio?
Finisce che si va a caccia di aneddoti. Per esempio, non sapevo che la Croce Rossa fosse stata fondata dal medico svizzero Henri Dunant come reazione agli orrori della battaglia di Solferino (p. 173). E il raffronto tra san Giuseppe e Anfitrione mi tornerà utile in qualche conversazione erudita, sì, ma che senso ha il tutto?
Curioso che proprio nel paese dei Bildungsromane passi un testo che nega il senso stesso della “formazione”.
Esistono piccole collane monotematiche infinitamente migliori. Qui al massimo abbiamo un manuale per partecipare a Wer wird Millionär?
Le grafie italiane sono perlopiù sbagliate in modo grossolano. A p. 360 una bislacca nota al piede sulle note al piede.

 

Andrea Antonini
(9 aprile 2002)
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