Eduardo Manet – Maestro!

Eduardo Manet
Maestro!

Cosa c’è di peggio di un cattivo scrittore francese? Un cattivo scrittore francocubano, nel caso questo micidiale Eduardo Manet il quale ispirandosi alla vita di un famoso violinista vissuto nella seconda metà dell’Ottocento costruisce una specie di romanzo biografico che temo abbia aspirazioni o alte o di spasso. Il genio virtuoso, visto che incarna entrambe le opzioni, è il mulatto Claudio José Domingo Brindis de Salas y Garrido, la cui pelle scura gli vale il soprannome di «Paganini nero» ed è motivo di attrazione per il pubblico pari forse al suo virtuosismo.

Il libro si affida a più di un narratore ed esordisce con banalità da suicidio tipo: come si distingue il talento tecnico dal genio artistico? E prosegue nel filone, raccontando di viaggi qui e là al seguito del genio, tra cui una puntatina a Milano, la capitale economica dell’Italia, dice, tanto per non perdere il ritmo del luogo comune.

Di ironia non se ne parla.

A ripensarci, già il titolo buttava male: ricorda quei rompiballe che dopo i concerti vanno nei camerini e l’unica cosa che sanno dire è, per l’appunto: «Maestro!», allargando le braccia non sapendo che cosa aggiungere.

 

Andrea Antonini
(11 settembre 2002)
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