Eric P. Widmaier – Why Geese Don’t Get Obese [and we do]. How Evolution’s Strategies for Survival Affect Our Everyday Lives

Eric P. Widmaier
Why Geese Don’t Get Obese [and we do]. How Evolution’s Strategies for Survival Affect Our Everyday Lives
circa 475.000 battute

Questo è un libro sulla fisiologia umana e animale. Dopo una breve presentazione (cap. I), Widmaier passa in rassegna i principali organi spiegandone le funzioni e il funzionamento, comparando quelli dei vari animali e focalizzando l’attenzione sul loro vantaggio adattativo animale per animale.
I principali argomenti trattati.
II capitolo, il tasso metabolico, ovvero come e perché se mangiassimo come un topolino, ingurgiteremmo 200.000 calorie ogni giorno. Il rapporto tra massa corporea e metaboli­smo, la necessità di mantenere la corretta temperatura corporea, congetture sulla longevi­tà.
III capitolo, perché le oche non diventano obese. Perché mangiamo, cervello e fame, com’è che dimagrire è facile per i primi chili ma poi non si va più avanti. Il problema del set point, cioè del peso in cui il corpo di ciascuna persona preferisce operare: «A person who is extremely overweight may be at the mercy of this set point». Il diabete e il suo rapporto con l’obesità, conseguenze dell’obesità.
IV capitolo, l’acqua e il sale. La parte più interessante, sul ruolo del sale nel corpo, le conseguenze negative sulle cellule cerebrali di una sua eccessiva assunzione, l’osmo­si e il ripstino del corretto rapporto acqua/sale. Ma non solo: come fanno i pesci a bere l’acq­ua salata senza farsi male e viceversa, come fanno i pesci d’acqua dolce a procurarsi il sale necessario.
V capitolo, l’ossigeno, con una spiegazione del funzionamento del doping, dell’Epo. Le foche e la loro capacità di restare a lungo senza ossigeno. Vita ad alte quote.
VI capitolo, «Life Under Pressure»: la circolazione del sangue, suoi meccanismi di regolazio­ne, funzione e struttura di vene e arterie, conseguenze della pressione eccessivamente alta e di quella troppo bassa dovuta a emorragia o a shock anafilattico. Interessanti problemi: come stabilire se lo sviluppo del muscolo cardiaco di un atleta sia dovuto a esercizio o a ipertensione.
VII capitolo: sangue e temperatura. I pro e i contro dell’essere un rettile. Le ali del pipistrel­lo e le orecchie dell’elefante come strumenti per la regolazione della temperatura corpo­rea.
VIII capitolo, «Sensing the World Around Us». Descrizioni delle funzioni degli organi di senso; viene spiegato come possiamo sentire odori e sapori che, totalmente artificiali e nuovi, non dovremmo essere in teoria in grado di percepire da un punto di vista evolutivo. L’udi­to del pipistrello e il rapporto tra capacità di localizzare i suoni e dimensione della testa. Il sapore dell’acqua, la possibilità di cogliere le sfumature dei colori eccetera. Cosa vedremmo o sentiremmo con la vista e l’olfat­to di taluni animali.
IX capitolo: «So what can we conclude about the role of stress in our lives, now and in primitive times?».
X capitolo: a che punto siamo con la nostra evoluzione? Abbiamo raggiunto il top o prose­guirà? Prima o poi scompariranno i denti del giudizio?, e l’appendice?
Epilogo sulla fisiologia. Seguono le note, che sono parte notevole, e qualche suggerimento di ulteriori letture.

Non è male, questo libro. Categorizzato nel colophon tra i Popular works, si rivolge in effetti a un pubblico vasto, che voglia conoscere oltre il sentito dire il funzionamento del nostro corpo e capire senza sforzo le conseguenze di un’errata alimentazione o spiegarsi la perico­losità della puntura di una vespa. Un libro di base, leggibile da chiunque ma inevitabilmen­te vuoto per chi si ricordi quanto studiato a scuola sugli stessi argomenti.
Scrittura e impostazione non sono rigide, la metodicità è più apparente che reale, ma è questo un vantaggio per il lettore, che può più facilmente elaborare le informazioni.

Insomma, è una modesta ma onesta opera di prima divulgazione. Pro forma ne consiglio una ulteriore valutazione.

 

Andrea Antonini
(12 novembre 1998)