Eric Scigliano – Love, War, and Circuses. The Age-Old Relationship Between Elephants and Humans

Eric Scigliano
Love, War, and Circuses. The Age-Old Relationship Between Elephants and Humans

Appassionatosi agli elefanti ai tempi della sua infanzia in Vietnam, Scigliano ha scritto un bel libro che potrebbe ben definirsi un manuale di riferimento per quanto riguarda gli elefanti.
Seguendo un consueto percorso – dal mito alla storia all’attualità, dai mammut agli animali moderni ai tentativi di usare DNA di mammut per ricrearli, ecc. – Scigliano sembra considerare quasi ogni aspetto dell’esistenza di questo animale, con particolare riguardo all’elefante asiatico.
Ma non solo l’elefante: il libro è imperniato sul rapporto tra uomo e animale, sia dal punto di vista unicamente umano– mito, religione, poesia, letteratura, fino al grattacielo di Bangkok a forma di elefante – sia in senso proprio: l’elefante come mezzo di trasporto, come strumento di caccia (è l’unico animale che venga sia cacciato sia usato per cacciare, dice Scigliano), come arma da guerra (Annibale, le guerre romane in oriente), fino allo spettacolo, con i circhi e gli zoo. Senza dimenticare lo sfruttamento dell’avorio e di un elemento importante per l’ambiente dell’elefante, le foreste di legno di teak.
Non mancano i riferimenti alla «sagacia» dell’elefante, alla sua intelligenza (plausibile scientificamente da alcune analogie tra il suo sviluppo del cervello e quello dell’uomo), alla sua memoria e capacità di provare emozioni travolgenti al di là delle spinte riproduttive.

Ho letto volentieri questo libro, rimanendone però distaccato – gli elefanti difficilmente fanno parte dei miei pensieri e dei miei interessi diretti. Ed è questo il problema: chi mai comprerà un libro del genere, buono ma non brillante, interessante ma assolutamente monotematico per quasi trecentocinquanta pagine?
Il vero problema è però il primo: oramai la saggistica americana segue un percorso prestabilito si tratta quasi di riempire una serie di moduli – prima si dice questo, poi questo, ecc. Viene in qualche modo esclusa la presenza dell’autore, che peraltro forse farebbe meno fatica a raccontare le cose per come piacciono a lui, ottenendo anche il risultato di coinvolgere il lettore. La sciocca e inutile necessità di dover dire tutto, in bell’ordine, frega in partenza anche autori come Scigliano, che con ogni evidenza amano e conoscono a fondo l’argomento di cui parlano.

Nonostante ciò, se lì fuori ci fossero folle di appassionati di elefanti quasi quasi suggerirei di comprarlo, ma non mi sembra questo il caso.

 

Andrea Antonini
(6 marzo 2002)