George B. Dyson – Darwin Among the Machines. The Evolution of Global Intelligence

George B. Dyson
Darwin Among the Machines. The Evolution of Global Intelligence
circa 780.000 battute

Nel 1967 George B. Dyson scopre che «mischiandosi tra la folla è possibile entrare in biblioteca senza tessera» (p. XI). Da allora non sembra aver fatto molto cammino intellettuale.
Qual è l’origine della «comunicazione globale»? Il Leviatano di Hobbes, ovvio. E quando inizia la storia delle fibre ottiche? Ma con la caduta di Troia, con Clitemnestra che attende messaggi trasmessi con la luce di fuochi.
Nel solo primo capitolo compaiono Hobbes, Ampère, l’intelligenza artificiale, il costo delle RAM, la AT&T, la macchina di Turing, l’IBM, H.G. Wells…
E alla fine del libro cosa appare? Ma certo, indovinato: Internet! Il World Wide Web! Evviva!
Con tutto ciò andrebbe sviluppandosi un’intelligenza che ricorda quella umana alle sue origini, un’intelligenza globale, un Leviatano tecnologico.

Ora, molti degli argomenti trattati nel libro, presi di per sé sono davvero interessanti. E anche molte singole valutazioni. Il problema è che il nostro Dyson ha messo in piedi un’opera priva di significato complessivo. In copertina si parla di intelligenza globale. Ma nel libro di intelligenza se ne vede poca, si ha solo una raccolta caotica di dati, una grande insalata di livelli epistemologici incompatibili. L’autore sembra aver imparato un sacco di cose senza avere imparato come combinarle
Un magnifico esempio dell’impostazione di questo libro si trova nel secondo risvolto di copertina: vi si dice che Dyson è nato nel 1953, proprio «l’anno in cui il computer di von Neumann fu usato per la prima volta». Ah be’, allora…


Andrea Antonini