George Gamow – Russell Stannard – The New World of Mr Tompkins

George Gamow – Russell Stannard
The New World of Mr Tompkins
circa 615.000 battute

Le avventure del piccolo impiegato di banca Mr. Tompkins, alle prese con interessanti conferenze sulla relatività che gli suscitano poi altrettanto interessanti sogni nei quali si ritrova in luoghi in cui le leggi della relatività appaiono in modo più che evidente.

Non solo: Mr. Tompkins troverà un’interlocutrice in Maud, la figlia del conferenziere, con la quale approfondirà chiacchierando la fisica quantistica intervallando conversazioni sul più e il meno.

Relatività, spazio curvo, espansione dello spazio, big bang, quanti, fine dell’universo. In queste duecen­to pagine vengono esposte le teorie ormai classiche assieme alle più recenti scoperte. George Gamow inventò Mr. Tompkins attorno agli anni Quaranta, riscuotendo un notevole successo, e poté aggiorna­re le sue avventure fino al 1965, tre anni prima della morte. Russell Stannard, divulgatore scientifico, si è occupato dei necessari aggiornamenti, dichiarando comunque un peso il minore possibile dei propri interventi.

Il risultato è un libriccino gradevole e a tratti particolarmente buono, soprattutto in quelle che dovreb­bero essere le conferenze o le trascrizioni delle conferenze.

Però è un testo fuori del nostro tempo. La quantità di libri – narrativa e saggistica –, film, telefilm, videogiochi, trasmissioni televisive che implicano direttamente o indirettamente la teoria della relativi­tà, i campi quantistici, i buchi neri, ecc., ha reso questi temi molto più vicini alla gente. Il che non significa che le persone, anche le più colte, sappiano di solito con esattezza di che si tratta, ma che comunque il nostro approcc­io è probabilmente molto diverso rispetto a quello che si poteva avere negli anni Quaranta o Sessanta. Così le avventure di questo omino appaiono macchinose e lente a confronto con alcuni piccoli gioielli di divulgazione – seppure a volte imprecisa – che sono taluni telefilm di fantascienza o certi racconti della collana Urania, per non tirare di mezzo Internet.

Inoltre il gusto complessivo è lontano da quello italiano; in particolare il sesto capitolo risulta quasi imbaraz­zante, con la sua ode all’atomo primordiale su musiche natalizie (p. 73).

Bel reperto.


Andrea Antonini

(8 maggio 2000)
copyright © Andrea Antonini