Jan Bondeson – The London Monster. A Sanguinary Tale

Jan Bondeson
The London Monster. A Sanguinary Tale

Bondeson, autore di Buried Alive. The Terrifying History Of Our Most Primal Fear, letto poco più di un anno fa, racconta qui la vicenda del cosiddetto mostro di Londra, un individuo che agli inizi degli anni Novanta del Settecento aggredì una cinquantina di donne, accoltellandole, picchiandole e abusando di loro (una, due, o anche tre delle cose alla volta).
L’autore compie il consueto percorso: descrizione dei fatti contornata da notizie: sulla Londra del tempo, una città con un milione di abitanti, preda dei criminali, maldifesa da una polizia inesistente e sede di violente manifestazioni politiche, sulla situazione politica e sociale.
In breve: un tizio segue donne sole o accompagnate da altre donne, le aggredisce con un coltello, a volte riesce a portare a termine la sua azione, a volte si limita a tagliare i vestiti senza riuscire ad andare oltre.
La città ha paura. Viene offerta una taglia sul mostro, che viene acchiappato, processato e condannato sulla base delle testimonianze: «“This is the man!”» (p. 83).
Ma il mostro, che si chiama Rhynwick Williams, ha ventitré anni e per campare fa fiori artificiali, trova un difensore della sua causa: «It must have come as a surprise to the Londoners when, in September 1790, as Rhynwick Williams was languishing in Newgate, the Irish poet and controverisalist Theophilus Swift [parente di Jonathan] appeared as his champion. […] he advanced the theory that Rhynwick Williams was innocent and that the real Monster was still free and unpunished» (p. 116).
Secondo processo e seconda condanna, scontata la quale si sposerà e scomparirà.

La vicenda è in effetti scarna, e ci si può forse stupire della definizione di «mostro» per un uomo certamente meno violento di tanti altri delinquenti del tempo.
Ma ciò che rende rilevante la vicenda e degna di un libro è il clima che circondò a quel tempo le aggressioni. Il mostro diventò un luogo comune, un argomento di conversazione, un panico collettivo, commedie teatrali: « At Astley’s Theatre, a new theatrical piece called The Monster had been getting full houses since late April; the play was a full-scale adaptation of the career of the London Monster, with musical interludes» (p. 49), l’occasione per ingegnose soluzioni sartoriali (la sottana di rame, p. 57).
Bondeson conclude il suo libro con brevi annotazioni su altri mostri simili, sulla figura del mostro da un punto di vista psicologico e con una valutazione sulla effettiva colpevolezza di Rhynwick Williams.

Come il suo precedente, questo libro di Bondeson è ben fatto, ma non si può dire che entusiasmi. È stringato e corretto, ma descrive, non racconta, il che potrebbe forse essere accettabile se fossimo londinesi come l’autore. A questa distanza, geografica e culturale, rappresenta poco più di una curiosità e non c’è alcun motivo di tradurlo.

 

Andrea Antonini
(14 dicembre 2001)