Jean-Michel Truong – Totalement inhumaine

Jean-Michel Truong
Totalement inhumaine

E quando il sole finirà di bruciare? Bisogna portarsi avanti, e pensare al futuro dell’uomo, in fondo gli anni passano veloci, un milione dopo l’altro. Immaginiamo l’uomo del futuro: «Après Auschwitz, il n’est plus possible de trouver désirable un futur à visage humain. Qu’après l’homme ce soit encore l’homme, voilà en vérité le comble du désespoir. La vie serait donc vraiment dénuée de sens? Peut être pas. Car voici que point à l’horizon une immense espérance totalement inhumaine» (pp. 25-26).

Questa boiata di Truong, «psicologo, filosofo, specialista d’intelligenza artificiale e romanziere» prosegue la meravigliosa tradizione francese dei libri perfettamente inutili.

Abbiamo qui una (per fortuna breve) dissertazione sulle tecnologie attuali (genetica e informatica, ça va sans dire) e sul futuro dell’uomo.

Come ogni buon ciarlatano, Truong si nasconde dietro nomi forti: Galileo, Darwin, Turing, Minsky, un po’ di Joyce, Beethoven, Shakespeare.

Poi picchia già duro: «En premier lieu, il nous faudra admettre que la vie est un processus multimédia» (p. 27).

Bah, Truong è un idiota o un furbetto. Dice: «J’appelle Successeur cette forme de vie nouvelle susceptible de prendre la suite de l’homme comme habitacle de la conscience» (p. 49), ma in pratica scopiazza di qua e di là, dà qualche notizia (su Internet, che diamine), disserta, anzi, «médite» sulla vita e sulla morte con la leggerezza di un talk-show autistico.

Libro senza capo né coda, forse piacerà a un Successeur.

 

Andrea Antonini
(7 novembre 2001)
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