Mark Cocker – Birders. Tales of a Tribe

Mark Cocker
Birders. Tales of a Tribe

Questo di Cocker è al tempo stesso un libro ben fatto e una pizza. L’autore è un birder sfegata­to e offre al lettore un’autobiografia con ampie digressioni: i gruppi di appassionati, le attrezza­ture, le manie, le oral traditions, storielle, tentativi di spiegazioni psicologiche della sua passio­ne, valutazioni sullo status sociale della ghenga in Inghilterra.
Ora, non ho niente da obiettare circa le qualità letterarie di Cocker, ma il suo racconto, asciutto e scritto con evidente entusiasmo, non riesce a oltrepassare il cerchio dello specialisti­co. Mi immagino che un ragazzino predisposto possa trovare in questo libro la molla per lanciarsi nel birding, o che appassionati lo possano leggere compiacendosi nel ritrovarvi se stessi. Ma il lettore al di fuori di quel mondo, quale godimento trarrà da frasi come: «It goes without saying that when you’re out birding, you have a pair of binoculars around your neck all day. When you go into a shop or sit down for a drink, or a meal, you’d never dream of taking them off» (p. 27), o da storielle come a pp. 64 ss., o a p. 103 ss.?
È un libro da lasciare a editori specializzati.

Andrea Antonini
(10 settembre 2001)
copyright © Andrea Antonini