Matthew Chapman – Trials of the monkey. An accidental memoir. A Darwin goes in search of America and happens upon himself

Matthew Chapman
Trials of the monkey. An accidental memoir. A Darwin goes in search of America and happens upon himself

Il processo è quello che nel 1925 vide John Scopes, un onesto darwiniano, contro i feroci creazionisti del Tennessee.
Rendendosi forse conto che il tema è un po’ usurato e offre pochi appigli, il nostro Matthew decide di lasciarlo in secondo piano (si entra nel vivo della questione dopo p. 130) e di parlare di sé, delle proprie esigenze fisiologiche (in un cimitero dichiara di dover andare a pisciare) e di quelle altrui: «Much to my disappointment, the woman [sull’autobus] doesn’t hit the WC until DC […]» (p. 3); e già anche c’è, delle proprie esperienze di masturbazione collettiva, e via così: io e io e io, io che sono pro-pro-pronipote di Darwin, io che ho avuto gli eczemi come lui – questo Chapman è un perfetto idiota.
Qualcosa di buono c’è, per esempio il capitolo «My Favourite Creationist», pp. 143 ss., nel quale l’autore racconta il suo incontro con forse l’unico scienziato creazionista al mondo. Ma anche lì il commento è supponente, saccente, impietoso e solo alla fine levigato da una dichiarazione di simpatia per l’invasato pazzerellone.

È questo un libro di noiosità incommensurabile, volgare e inutile.

 

Andrea Antonini
(12 luglio 2001)
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