Michael Wolff – Burn Rate. How I Survived the Gold Rush Years on the Internet

Michael Wolff
Burn Rate. How I Survived the Gold Rush Years on the Internet
circa 690.000 battute

Michael Wolff, un giornalista con un paio di libri pubblicati alla fine degli anni Settanta, si ritrova pochi anni fa imprenditore in un settore Internet-related. Questo vorrebbe essere il racconto delle sue vicende degli ultimi anni, dei suoi fallimenti e successi, e anche un resoconto della nascita del world wide web, di come molti si siano bruciati e molti abbiano costruito enormi fortune su qualcosa comparso con scarso preavviso, di cui nessuno o quasi aveva sentito mai parlare.
In pratica questo libro consiste di conversazioni tra manager grandi e piccoli che si incontrano per caso, considerazioni sullo stato del mercato nei vari momenti, spiegazioncine della fortuna di aziende nate improvvisamente. Cenni sui motivi per cui aziende in perdita valgono milioni di dollari e altre tranquillamente in attivo hanno un peso minimo. La pubblicità in Internet, il successo di riviste nate quasi per scommessa. Le vicende personali di Wolff non sono granché.
Ora, Wolff ha di sé una grande opinione[1], ma è uno scrittore meno che mediocre e questo suo libro è una pizza. Gli argomenti sono striminziti, le poche cose che potrebbero interessare sono annacquate in 500 pagine di aria fritta. Linguaggio e concetti sono da matricola bocconiana rampante (quella matricola impersonata da non so più che comico). Infine, le beghe economico-aziendali descritte possono interessare pochissimi monomaniaci internettisti.

Internet è spesso presentata come un qualcosa di magico, di misterioso, forse un miracolo. In realtà non è che la riorganizzazione di reti esistenti da decenni e difficilmente accessibili dai singoli. In sostanza è una banale rete telefonica in cui anziché la voce passano dati. Il livello del 98 per cento delle informazioni veicolate è bassissimo, lo straordinario di Internet è la sua sostanziale inutilità per la maggior parte della popolazione[2]. Sarebbe interessante un libro che parlasse chiaramente delle motivazioni economiche e forse politiche dello sviluppo improvviso di questa rete. Sarebbe interessante capire se e come in futuro le informazioni potranno venire manipolate o distorte, capire chi paga e perché.
Il Wolff imprenditore è autore di fortunati manualetti sull’uso di Internet, le NetGuides, come Net Sports: Your Guide to Sports Mania on the Information Highway o Netlove: The 75 Most Erogenous Lones in Cyberspace: è probabilmente la persona meno adatta a parlarne seriamente.


Andrea Antonini

(senza data)

[1]«While I have […] run a business, and raised capitals, and sold air with best of them, I did never break myself of the habits of my writer’s career. And so at conference tables […], while others were scribbling to-do lists on their legal pads, I found myself recording observations and jotting tell-tale lines of dialogue on mine».
[2]Certo, con Internet posso ad esempio accedere a centinaia di librerie antiquarie e trovare in Australia quel libro che cerco da anni. Ma i siti con ciascuno migliaia di accessi giornalieri sono quelli pornografici o quelli pubblicitari della Ferrari, della Coca Cola – come migliora la qualità della vita di uno che passa le serate in attesa che sul monitor compaiano donnine nude e sfocate?