Peter Wapneski – Tristan der Held Richard Wagners

Peter Wapneski
Tristan der Held Richard Wagners

Trattazione più ampia di quanto il titolo suggerisca, questo di Wapnewski è un onesto libro di filologia musicale attorno a Wagner. Dopo alcune generali introduzioni* o reintroduzioni su temi generali come: «Was ist “mittelalterlich” in Wagners Mittelalter-Welt?» (p. 40), o le prime vicende del Tannhäuser, o le figure germaniche in qualche modo legate o collegabili a Wagner (Schopenhauer, Nietzsche, Hanslick, Freud, Mann, ecc.), l’autore analizza particolari della produzione wagneriana.

Essendo pochissimo conoscitore di Wagner mi è difficile orientarmi nella trattazione, che se da un lato non è specialistica, dall’altro richiede comunque una coerente anche se non vastissima conoscenza di base. Il libro presenta cioè chiazze d’ombra, qualora manchino determinate conoscenze a priori.

Esempio tipico di una cospicua e antica produzione musicologica di lingua tedesca (che d’altra parte sempre più spesso vedo finire nei Remainder’s austrogermanici) è questo un libro che in Italia venderebbe pochissimo.

* «Wagner, in jenem gleichen Jahre 1813 geboren wie die Tragiker Büchner und Hebbel (und die Dramatiker Verdi und Otto Ludwig), hat der Tragödie durch die organische Vereinigung von Sprache und Mimus und Musik ihre neue, ihre die Vergangenheit aufnehmende und die Zukunft vergewissernde Form zu geben den Willen gehabt. […] Das “Kunstwerk der Zukunft”, das oft beschworene und kritisch verhöhnte, war nicht gleich der “Zukunftmusik”, […] sondern war das “Totale Drama”, das alle Kunstforme integrierte» (p. 30).

 

Andrea Antonini
(29 marzo 2001)
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