Rebecca Rupp – Committed to Memory. How We Remember and Why We Forget

Rebecca Rupp
Committed to Memory. How We Remember and Why We Forget
circa 480.000 battute

Rebecca Rupp espone in questo libro quel poco che si può dire della memoria in quanto tale. Tra gli argomenti più rilevanti nella prima parte, «Remembering»: dimensioni del cervello e memoria; memoria dichiarativa e memoria procedurale; malattie della memoria; decadimento della memoria; memoria a breve e a lungo termine e trasformazione della prima nella seconda; esperimenti sulla memoria; memoria eidetica; rapporto tra sonno REM e consolidamento della memoria; relazione mente / corpo; zone del cervello coinvolte nei processi mnemonici; le reti neurali e le informazioni; trasferimento della memoria per cannibalismo (tra planarie); le teorie sulla memoria, da quelle classiche a quella che mette in gioco i quanti; l’organizzazione della memoria indagata attraverso strumenti come la TAC; come fanno i frammenti di memoria a coagularsi e formare pensieri consci e coerenti; quanti CD-ROM sarebbero necessari per contenere l’intera memoria di un uomo eccetera.
Nella seconda parte, «Forgetting»: l’inconscio; i ricordi di cose mai vissute – la criptomnesia; i casi degli americani rapiti dagli alieni; le memorie delle vite precedenti; come vengono dimenticati i traumi infantili; l’economia della memoria; la tendenza a dimenticare i nomi propri; l’amnesia dei fatti accaduti prima dei tre anni; la perdita della memoria nella vecchiaia (e come non perderla); le sostanze che possono aiutare la memoria eccetera.
La terza parte, «Food for Thought», discute i sistemi, le tecniche, per mantenere e rinforzare la memoria.

Ciascun capitolo, sono in tutto una novantina, è intervallato da numerose citazioni, da Alice a Elen Keller, a Agatha Christie, Machiavelli, Mark Twain, Orwell, Leonardo… Caso raro questi inserti sono tutti azzeccati.

Questo libro è un compendio minimo, destinato a un lettore totalmente disinformato. Dice tutto quanto si può dire fino al punto in cui la memoria inizia a confondersi con gli altri elementi della vita psichica, dalle emozioni sino alla coscienza. Certo, non ci sono tutte le teorie, e forse qualche aspetto poteva essere approfondito, ma nel complesso è soddisfacente. La scrittura è scorrevole e adatta alla traduzione.
La terza parte è piuttosto breve e l’autrice non inciampa in un banale ricettario.

In sé è un’opera di discreta qualità, che vedrei volentieri tradotta. Ritengo che la decisione se pubblicarla o meno dipenda da una valutazione delle opere sullo stesso argomento già presenti sul mercato, che dovrebbero o avere un’impostazione del tutto differente o essere nettamente peggiori. Le battute sono poche, l’appendice bibliografica eclettica e poco utile a un lettore italiano (abbondano le riviste americane).
Andrea Antonini