Richard Sennett – Respect in a World of Inequality

Richard Sennett
Respect in a World of Inequality

Il sociologo Sennett affronta un tema spesso dolosamente ignorato: l’oggettiva esistenza di barriere, o meglio di confini, sociali – date dalle differenze di classe, di razza, di cultura, di meriti – e il rispetto reciproco che dovrebbe sostenere il rapporto tra gli appartenenti alle diverse «categorie».
Il tema è importante, in questo clima di generale appiattimento, reale o dichiarato, verso il basso della società, e in un clima di tolleranza che spesso si manifesta come sopportazione, o come ignoramento del prossimo.
Ma se si eccettua il primo capitolo – autobiografico, sulla sua vita da ragazzo in un quartiere sperimentale in cui bianchi e neri avrebbero dovuto convivere felicemente –, gli sforzi di Sennett non portano lontano. E neppure il suo tentativo di sottolineare l’importanza del mantenimento del welfare risulta infine convincente, vista la scrittura annacquata.
L’autore è troppo impegnato a citare altri autori, a limare il suo discorso (come nel capitolo sul pianista Perahia), a costruire un saggione organico: il risultato è un non-libro, qualcosa che vale come spunto ma che non arriva a niente, come se l’autore stesso non avesse del tutto compreso lui per primo il problema.
Un tema di quelli da tenere d’occhio – l’esistenza dell’alterità, il rispetto dell’alterità, riconosciuta però come tale. Ma questo libro non va bene.

Andrea Antonini
(30 giugno 2003?)
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