Richard Zacks – The Pirate Hunter. The True Story of Captain Kidd

Richard Zacks
The Pirate Hunter. The True Story of Captain Kidd

Fine del Seicento, storia del capitano Kidd ricostruita su carte dell’epoca, scavalcando la fantasia popolare e di scrittori come Stevenson e Poe, che ne hanno fatto un pirata fatto e finito mentre, forse, era solo un dipendente statale finito in disgrazia.

Era stato autorizzato dal re d’Inghilterra, dietro pagamento del 10 per cento del’incasso, ad attaccare le poche (cinque) navi pirata presenti nell’Oceano Indiano. I bottini sarebbero stati divisi tra Kidd e i suoi e i finanziatori della sua attività.

Ma questo non era un gran bel mestiere: tante grane, le pretese dei legittimi proprietari di quanto veniva recuperato, insomma, Kidd si fa un brutto nome e l’Inghilterra lo scarica.

Non ha molto senso presentare un libro così. È noioso, noioso, noioso, quattrocentotrenta cartelle che non sono né saggio né racconto. Non lascia spazio alla fantasia, spiega l’ovvio – o ci si deve stupire sapendo che i pirati rubavano e stupravano (p. 42)?

Zacks è inesorabile, succede questo, poi questo, poi questo.

Brutto brutto.

 

Andrea Antonini
(10 dicembre 2001)