Scrittori maledetti

Per capire se chi avete davanti è un potenziale scrittore professionista o il solito cialtrone potete individuare alcuni sintomi.

Il vero scrittore sente il bisogno di comunicare una storia che sa o che ha scoperto o che ha inventato, già con le teorie bisogna stare cauti. Chi invece vi dice che vuole esprimersi è un cretino e va evitato da subito.

Di conseguenza il vero scrittore ha interesse ad avere lettori, e lettori che siano soddisfatti di ciò che racconta. Quindi scrive in modo chiaro, rinunciando ai barocchismi, non si scrive addosso, arriva al punto e lascia fuori tutti quei dettagli magari anche importanti ma che potrebbero affaticare il destinatario. Mette al primo posto il lettore.

Il vero scrittore, una volta che il libro è uscito, ha venduto un numero decente di copie ed è stato letto, se ne dimentica. Lo considera istintivamente una missione compiuta. Lo scrittore dilettante invece tira fuori la sua opera ogni volta che ce ne sia occasione, per tutta la vita.

Si sa che Simenon – un professionista – spulciava l´elenco telefonico per trovare i nomi dei suoi personaggi. Lo scrittore dilettante sceglie invece i nomi basandosi su assonanze simboliche o richiami mitologici, crede in questo modo di fare letteratura colta, invece si comporta da scemo qual è.

Ci sono molti altri sintomi, ma questi sono sufficienti per una prima scrematura. È da notare che la figura dello scrittore dilettante è trasponibile pari-pari in altri campi come quello musicale o della ricerca esoterica.

Qui racconto tre o quattro casi autentici di scrittori professionisti in relazione alle proprie opere (in preparazione).

Qui invece riporto alcuni disperanti casi di scrittori dilettanti (appendice a Così vuoi pubblicare un libro?)

Il portinaio
La poetessa comunista
Il dilettante di successo
Arcidio Baldani

(continua)