Studs Terkel – Will the Circle Be Unbroken? Reflections on Death, Rebirth, and Hunger for a Faith

Studs Terkel
Will the Circle Be Unbroken? Reflections on Death, Rebirth, and Hunger for a Faith

Terkel ha oggi ottantotto anni. Da sempre è accompagnato da pensieri, da riflessioni sulla morte, e arrivato a alla sua età ha sentito il bisogno di parlarne (nella bella introduzione) e di ascoltarne da persone le più diverse: poliziotti, pompieri, ministri di culto, scrittori, gente qualsiasi [nota 1].
Questo è un libro sicuramente faticoso – me ne sono reso conto una volta finito di leggere, ma forse va preso a piccole dosi. È anche un libro dagli effetti curiosi: ciascuna delle storie raccontate ha delle qualità non appariscenti con le quali si stabilisce un legame di interesse, o non si stabilisce. Alcune interviste coinvolgono dalle prime righe, altre lasciano indifferenti anche dopo alcune pagine, e il perché non è per nulla evidente.
L´autore ha scelto perlopiù persone abbiano o abbiano avuto a che fare con la morte, è il caso dei vigili del fuoco. Ma non c=è mai niente di appariscente e spettacolare nei racconti, solo le riflessioni di chiunque, riflessioni che forse colpiscono perché, come anche sottolineato dall=auto­re, rimangono quasi sempre nascoste: non sta bene parlare della morte.
Si scopre che le persone più semplici hanno fantasie che superano quelle di qualsiasi scrittore mestierante. Come quelle di un infermiere: “I´d like to be cremated and then shot out of a cannon during the ´1812 Overture´ when they set off the fireworks at Grant Park” (p. 63).
C´è il malato di tumore che racconta la lotta contro la morte, alcuni casi che si potrebbero definire paranormali, percepiti come perfettamente normali da chi li sperimenta.
La parte meno convincente, e c´era da aspettarselo è quella dei professionisti della morte, i preti, i pastori, i rabbini.
Leggendolo non ho mai percepito che sarebbe stato possibile tradurlo con vantaggio econo­mico. Un po´ l´argomento, un po´ alcune lontananze culturali. Un po´ non saprei dire B libro coinvolgente ma che intuitivamente sai che non venderebbe una copia. Mi fiderei dell´intuito.


Andrea Antonini

(5 luglio 2002)

[nota 1] “Will the circle be unbroken” è un verso di un inno riportato a p. 240.