Terry D. DeBruyn – Waling with Bears. One Man’s Relationship With Three Generations of Wild Bears

Terry D. DeBruyn
Waling with Bears. One Man’s Relationship With Three Generations of Wild Bears
circa 475.000 battute

«The research [was] aimed at understanding bears, their food habits, and their habitat use. I did not know it then, but the next summer I would teach this bear to tolerate my close presence and would spend the following six years accompanying her and two generations of her offspring through the forest mosaic of the Whitefish River basin in the heart of Michigan’s Upper Peninsula» (p. IX).
«Six years ago I planned to select from a dozen radio-collared bears one that would accept my presence as an observer while it walked through the forest and went about its daily activities. This would augment sketchy radiotelemetry data on bear locations with direct observations of what a bear was doing at each location» (p. 3).
Qualche breve notizia su orsi e area geografica di ricerca e poi DeBruyn ci offre una sorta di diario della sua vita con gli orsi. Animali simpatici, e le belle foto alla fine ricordano gli album di famiglia, ma il libro non ha particolari meriti che ne giustifichino la traduzione.
È vero che alcune considerazioni etologiche mostrano un sottile progresso d’impostazione rispetto agli studi classici, come quella a p. 142, o la citazione a p. 29, e che alcuni dettagli tecnici come l’uso del GPS per la ‘gestione’ degli orsi sono novità di un certo interesse. Tuttavia, sarà l’indigestione di documentari televisivi o che vedere gli orsacchiotti – in film o in foto – è un conto e sentirne parlare per duecentoquarantotto pagine è un altro, sta di fatto che quest’opera non decolla mai e neppure presenta trucchi narrativi che stuzzichino la curiosità del lettore.
Intendiamoci, bella ricerca, libro discreto, ma niente che si possa proporre al pubblico sperando in un successo.

Andrea Antonini
(27 gennaio 2000)