The War Journal of Major Damon «Rocky» Gause

The War Journal of Major Damon «Rocky» Gause
With an Introduction by Damon L. Gause
circa 330.000 battute

Il diario di guerra di un ufficiale americano – morto nel 1944 – conservato, letto e riletto per decenni da sua moglie e suo figlio e infine pubblicato dopo quasi sessant’anni.

La presentazione riassume bene il racconto, la fuga da una breve prigionia nelle Filippine e il disperato ritorno a casa del maggiore Gause. Tuttavia la stessa presentazione è la parte migliore del libro.

La narrazione è laconica, come è in un diario, tuttavia c’è un che di patinato e rifinito che fa pensare a interventi ben più pesanti di quelli dichiarati da Gause figlio. Le due cose non vanno d’accordo.

Poi la guerra nel Pacifico è una memoria soprattutto americana, è evidente il potere evocativo per un lettore di là, ma noi rimaniamo piuttosto indifferenti. Sempre la presentazione è in questo senso illuminante, con i veterani in lacrime nel sentire le conferenze del Gause figlio su quel periodo.

Già, ma il diario? Laconico, appunto, con descrizioni di armi, luoghi comuni e un ‘protagoni­sta’ di animo superficiale. Piuttosto noioso. Ho sentito racconti di guerra e di fughe dalla prigionia infinitamente più interessanti e toccanti di questo.

Un libro che casca bene con le faccende serbe – filippini che aspettano la libertà americana, giapponesi che fanno la voce grossa e poi tremano dalla paura, che non centrano un bersa­glio neanche per sbaglio, l’america­no tosto: «I decided that a Jap prison pen was no place for me», e via così.

Retorico epilogo del figlio, in linea con il resto.


Andrea Antonini

(3 maggio 1999)
copyright © Andrea Antonini